La Diva, Caterina Ferri

La Versilia ha avuto nel suo passato importanti personaggi famosi, tra questi Giosuè Carducci, il primo premio Nobel per la letteratura italiana e Padre Eugenio Barsanti, l’inventore del motore a scoppio che con la sua intuizione ha veramente cambiato il mondo. Personaggi famosi sono stati anche Mario Tonino ed Enrico Pea. Nell mondo dell’arte hanno soggiornato in Versilia Michelangelo Buonarroti, Fernando Botero ha scelto Pietrasanta come suo domicilio, Igor Mitoraj vi abita come  numerosi altri artisti che sono venuti in Versilia per avvalersi delle numerose maestranze disponibili nei numerosi laboratori artistici.

Nel campo della musica la Versilia ha accolto Mina e Patty Pravo ma loro erano conosciute come la Tigre di Cremona e come la Ragazza del Piper, oggi finalmente una stella sta nascendo ed è conosciuta semplicemente come la “Diva”, da qualche anno infatti chi in Versilia dice diva dice Caterina Ferri.

luglio 5, 2018 at 6:28 am Lascia un commento

La storia della matita.

Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo una lettera.
A un certo punto, le domandò:
“Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me.”
La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote:
“E’ vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo. Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto.”
Incuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunchè di speciale.
“Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita!”
“Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell’esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo.
Prima qualità: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. ‘Dio’: ecco come chiamiamo questa mano! Egli deve condurti sempre verso la sua volontà.
Seconda qualità: di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura e usare il temperino. E’ un’azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perchè devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore.
Terza qualità: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un’azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia.
Quarta qualità: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque, presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te.
Ecco la quinta qualità della matita: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza, impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione.”

Paulo Coelho

marzo 1, 2008 at 6:39 PM Lascia un commento

Dopo 30 anni

Sono passati già 30 anni dal film di Benigni Berlinguer ti voglio bene, ancora oggi mi ricordo il seguente monologo del Monni:
Noi siamo quella razza
che non sta troppo bene,
che di giorno salta i fossi
e la sera le cene,
lo posso gridà forte
fino a diventà fioco,
noi siamo quella razza
che all’amore ci fa poco.
noi siamo quella razza
che al cinema s’intasa,
per vedè donne gnude
e masturbassi a casa,
eppure la natura c’insegna
sia sui monte sia a valle
che si po’ nasce bruchi
per diventà farfalle,
noi siamo quella razza
che l’è fra le più strane
che bruchi siamo nati
e bruchi si rimane.
Quella razza siamo noi,
l’è inutile fa’ finta
c’ha preso la miseria
e semo rimasti incinta.

ottobre 7, 2007 at 7:49 am Lascia un commento

La Vendemmia

E’ tempo di vendemmia,
che ricordi,
che tempi.
Ricordo quando, anni fa, abitavo in un casolare di campagna, nella mia Valdicastello Carducci assieme a mia sorella, ad i miei genitori ed i nonni materni, la terra era anche fonte di sostentamento e la vigna il suo nobile complemento, la vendemmia era una festa, un rito, un rito pagano ma sempre un rito.
Si iniziava al sabato, si preparavano i tini, le bigonce, le carriole, le forbici e tutto l’occorrente per il giorno successivo.
Essendo io il piiù piccino, era mio il compito di entrare dentro i tini per mettere il tappo di sughero dall’interno, protetto poi da dei ciuffi di stipa.
Le donne erano già intente a preparare l’occorrente per il pranzo che sarebbe occorso il giorno successivo.
Alla domenica mattina si iniziava la vendemmia vera e propria.
La Santa Messa in quel giorno era esentata, quasi come la vemndemmia fosse qualcosa di sacro, e benchè profano, un rituale però lo era senz’altro.
Poi arrivavano i cugini, gli zii e tutti i parenti. Tutti assieme nella vigna a raccogliere l’uva. Quella rossa da una parte, quella bianca da un’altra, i più piccoli raccoglievano i pippoli da terra.
Poi al tocco tutti a mangiare, tutti assieme, il parentado riunito dintorno ad un unico tavolino ad assaggiare ciò che le donne avevano preparato, utilizzando principalmente ciò che derivava sia dal nostro orto, sia dai nostri piccoli allevamenti.
Che festa, che allegria. Si raccontavano piccoli aneddoti familiari, si scherzava e si rideva, e poi gli odori inconfondibili del mosto,
che ricordi,
che tempi.
E ora, a 44 anni passati, grazie a versilia.org ed alle collaborazioni che esso mi comporta, ho potuto rivivere le stesse emozioni, vendemmiando nella vigna di Raimondo, stesso rituale, stessi odori, stesse sensazioni. Anche se adesso non raccoglievo più i pippoli ma coglievo l’uva e portavo le bigonce, sono tornato come bambino,
che ricordi,
che tempi.
Grazie versilia.org

settembre 30, 2007 at 5:23 PM Lascia un commento

Versilia in Tuscany

Benvenuti.
Ecco il primo post di prova.

www.versilia.org

agosto 18, 2007 at 4:11 PM Lascia un commento


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